Newsletter 2015-09_Corradi

Note dal 1° Convegno su Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano [07/07/2015] – Federico Corradi

Il titolo del convegno era “La competitività della manifattura passa dal digitale” e i contributi provengono da tre aree di competenza: La Digital Innovation, il Supply Chain Management Group e il Manufacturing Group. L’industria manifatturiera è un settore un po’ in sofferenza, ma capace di reazione: l’Italia è il secondo paese industriale in Europa, dopo la Germania.

Le tecnologie digitali – o smart technologies – potranno aumentare la competitività del settore puntando alla così detta Quarta rivoluzione industriale. Esse sono:

  • Internet of Things, Big Data, Cloud Computing, insieme vicino all’IT
  • Advanced Automation, Advanced Human Machine Interface e Additive Manufacturing (in pratica costituito dalla stampa 3D): insieme vicino allo strato delle Operational Technologies

Ma queste 6 technologies non costituiscono da sole lo smart manufacturing: esse si calano nei processi delle imprese manifatturiere che cominciano a sfruttarne le potenzialità raggruppati in tre grandi aree: Smart Execution, Smart Planning e Smart Integration.

  • La Smart Execution comprende i processi operativi cuore della manifattura: Production, Logistics, Maintenance, Quality e Safety & Compliance
  • La Smart Planning comprende i processi di Production and Distribution Planning, Inventory Management e Supply Chain Event Management
  • La Smart Integration comprende i processi che interagiscono a fondo con il mondo della fabbrica: New Product Development, Suppliers Relationship Management e Product Lifecycle Management.

 

In base a questo schema di analisi un ambito applicativo è definite dall’incrocio tra una smart technology quando essa viene applicata ad un cert0o processo, come ad es. l’applicazione dei Big data a supporto dei processi di gestione della qualità. In pratica si definisce una matrice in cui in ordinate ci sono gli 11 processi corrispondenti alle tre aree viste e in ascisse le 6 smart technologies identificate.

Usando lo schema accennato la ricerca ha mappato i casi esaminati in Italia e all’estero e ha espresso una valutazione del grado di maturità di ogni ambito applicativoe identificando per quelli giudicati più significativi quali sono le caratteristiche realizzative e i benefici che è lecito attendersi.

In Italia sono stati esaminati 43 Casi di studio  e 55 casi esteri attraverso fonti indiretti.

In Italia l’area  della Smart Execution è risultata quella con più alta ricchezza applicativa con diverse tecnologie mature (anzitutto Internet of Things e Big Data spesso usate in modo sinergico e altre in fase sperimentale. Sempre in questa area Cloud Manufacturing e Advanced Human Machine Interface tendono a diventare le prossime smart technologies di riferimento.

L’area della Smart Integration mostra anche essa una forte ricchezza applicativa: es. IoT e Big Data a supporto dello Sviluppo Nuovo Prodotto e del Product Lifecycle Management.

Ma il grande assente è il processo di pianificazione dove il potenziale delle smart technologies è ancora molto carente. Ciò è comune anche ai casi esteri e la causa probabile è la novità del fenomeno di Smart Manufacturing.

Purtroppo in Italia non c’è ancora un programma  nazionale – come invece esistono in Germania (il primo a livello mondiale a definire una strategia nazionale a sostegno della digitalizzazione del settore manifatturiero) – negli Stati Uniti e in Inghilterra,.

Un obiettivo importante per l’Osservatorio del Politecnico è contribuire alla definizione di un programma analogo per il nostro Paese.

Comunque in Italia nel 2012 si è costituita un’Associazione senza frini di lucro denominata “Cluster nazionale fabbrica intelligente”  che ha tra i suoi obiettivi quello di contribuire ad orientare la trasformazione del settore manifatturiero verso il digitale

Nel settore manifatturiero si è riscontrata carenza di cultura digitale.

Le principali barriere all’investimento in smart technologies soprattutto sono: difficoltà di monetizzare il ROI soprattutto per aziende che si focalizzano su ritorni a breve, anche se molte di quelle esaminate dichiarano benefici nell’area “migliore visibilità e controllo”, “soddisfazione dei clienti e immagine aziendale e anche in “riduzione costi”.

Infine c’è un aspetto organizzativo e di gap di mentalità tra Operational Technology e Information Technology: in molte aziende manifatturiere si tratta di due mondi abbastanza distanti tra loro, mentre oggi anche grazie alle smart technologies (es. cloud manufacturing) è opportuno creare meccanismi organizzativi che riconoscano questo cambiamento.

 

Federico Corradi

itSMF Italia – Coordinatore TCAB (Technical Committee Advisory Board)

federico.corradi@itsmf.it

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.