Newsletter 2016-06_Cammelli

ITIL Practitioner – nuova certificazione per l’IT Service Management [Carlo Cammelli]

Annunciata nel secondo semestre del 2015 e rilasciata alla fine di febbraio di quest’anno è disponibile la certificazione di ITIL practitioner che si colloca come step successivo alla Foundation e matura 3 crediti per i successivi livelli di certificazione (Expert e Master) non rappresenta di fatto alcun pre-requisito per il livello Intermediate.Il significato di questa nuova certificazione è di poter valorizzare la modalità di applicazione concreta dell’ITSM secondo ITIL introducendo un livello che si concentra sull’esperienza effettiva dell’ITSM e non i soli contenuti teorici del framework.Viene preso a riferimento il CSI (Continual Service Improvement) e posto alla base dell’azione del practitioner, interessante questa collocazione centrale dopo che in origine aveva avuto un ruolo quasi complementare vedi attenzione dedicata nei book ITIL (dei 5 testi il più breve).
Le key area che misurano e valutano le azioni del Continuos Service Improvement:

  1. Organizational Change Management
  2. Comunicazione
  3. Misure e metriche

Sono stati definiti anche i 9 principi guida del practitioner:

  1. Focus sul valore
  2. Design in modo concreto per usabilità
  3. Inizia dallo stato attuale
  4. Lavora in modo olistico
  5. Procedi migliorando in modo iterativo
  6. Osserva direttamente
  7. Essere trasparenti
  8. Collaborare
  9. Mantenere la semplicità

Molto interessanti questi principi definiti come Guidance per la certificazione Practitioner perchè di fatto arricchiscono il framework ITIL 2011 avendo espliciti riferimenti ad altri framework. I più attenti avranno notato le seguenti “contaminazioni”: il p.to 4 “lavora in modo olistico” lo troviamo come uno dei punti fondanti di Cobit. Il p.to 5 (Procedi migliorando in modo iterativo) fa riferimento al mondo dell’AGILE project management che appunto proprio nella parte IT (da cui deriva) applica il metodo dell’iterazione. Il p.to 9 (Mantenere la semplicità) si avvicina ad uno dei principi fondanti del LEAN IT che ha avuto un recente successo passando dalla realtà manifatturiera a quella del mondo IT (il viceversa di AGILE).
Questa impostazione è molto condivisibile e già annunciata anche nel nostro convegno annuale del 28 gennaio a Milano #Rivoluzione 2020 e per questo penso dovrà tradursi in un aggiornamento dell’intero framework ITIL.
Il testo di riferimento pubblicato per preparare la certificazione è il testo ITIL practitioner guidance pubblicato da Axelos e in vendita (anche su Amazon) a circa 80 euro (carta) e qualcosa meno in digitale.

L’esame per la certificazione practitioner si svolge nel seguente modo:

  • 40 domande
  •  1 ora e 45minuti il tempo massimo
  • 65% pass rate

esame in modalità open book potendo consultare il testo ITIL practitioner guidance (comprensibile perchè le domande sono su scenari definiti e non  teoriche).
Federico Corradi

itSMF Italia – TCAB (Technical Committee Advisory Board)

carlo.cammelli@itsmf.it